Digital downloading, un mercato in crescita globale
Cresce l'impatto della musica digitale sui fatturati dell'industria discografica, che continua a soffrire il fenomeno della pirateria
Il mercato discografico globale a livello mondiale ha mostrato nel 2009 dei segnali contrastanti: i ricavi delle aziende del disco hanno fatto registrare un calo del 7,2% pari a 17 miliardi di dollari con i due più grandi mercati, Giappone e Stati Uniti, a guidare il declino. La contrazione delle entrate per l'industria musicale, escludendo questi due Paesi, nel 2009 è stata del 3,2%. Dall'altra parte però si è assistito ad una crescita importante in alcune aree chiave, come la musica digitale, aumentata del 9,2%. I ricavi da questo settore sono stati nell'ultimo anno di 4,3 miliardi di dollari, non ancora in grado però di compensare il calo del mercato tradizionale che nell'ultimo anno è stato del 12,7%. La musica digitale, rispetto al valore registrato nel 2004, è cresciuta di ben 10 volte e le piattaforme online rappresentano oggi per le case discografiche il 25,3% di tutte le loro entrate.
Spagna col -14,3% e Canada -7,4% sono i Paesi con le più deboli misure antipirateria. Questi casi mostrano come il problema dell'illegalità, nel quale rientra anche l'Italia, sia ancora molto forte ed abbia influenzato lo sviluppo della misica legale da oltre un decennio nei principali mercati mondiali. La Spagna, dove il file sharing illegale è più del doppio del tasso medio in Europa, ha visto crollare dal 1999 il proprio mercato del 60%.
Il Canada è l'unico governo dei paesi in via di sviluppo che non ha implementato il trattato internazionale sul copyright, accordi decisi un decennio fà, e questo ha inciso fortemente sul problema della pirateria a livello mondiale. Un numero di siti illegale spopositato è presente sulle reti internet canadesi. Una ricerca presentata nel 2010 sull'impatto economico della pirateria sulle industrie creative, mostra che l'Unione Europea potrebbe perdere 1,2 milioni di posti di lavoro in tutto il settore creativo entro il 2015 se non si riuscirà a dare un'efficace risposta contro la pirateria. Il p2p resta la forma più diffusa di illegalità con oltre il 20% del trafifco internet a livello mondiale. In America Latina questa percentuale sale al 35%,in Europa al 29%.
Negli Usa le vendite online hanno raggiunto il 43%, quasi la metà del mercato complessivo. Cresce del 40% il mercato digitale in aree come Argentina, Australia, Austria, Danimarca, Finlandia, Singapore, Svezia e Regno Unito. Le nuove forme di tutela legislativa registrate negli ultimi anni in Svezia e Corea del Sud, unitamente al lancio di nuovi e popolari servizi, hanno permesso di far aumentare il mercato musicale del 10% nel 2009.
Oggi ci sono nel mondo più di 12 milioni di tracce musicali disponibili in oltre 400 piattaforme di musica online. Si va dai negozi online come Amazon o i-Tunes, ai siti di video-sharing come Youtube ai servizi di streaming audio come Deezer e Spotify. Inoltre alcuni ISP come Sky, TDC e Telia hanno iniziato una collaborazione attiva con le case discografiche per offrire servizi musicali legittimi. Un recente studio di Ovum nel Regno Unito, ha mostrato come gli ISP potrebbero notevolmente aumentare i propri ricavi offrendo servizi di musica legale. La ricerca, pubblicata nel marzo 2010, ha evidenziato come sarebbe possibile per queste aziende, investendo nella musica attraverso servizi di consumo medio, generare, nel giro di 3 anni, 100 milioni di sterline.




