Demo-logic, ma per chi?

In un periodo in cui la musica dance sembra non trovare la strada giusta per recuperare vendite e valore, c'è un altro 'problema' che colpisce le etichette discografiche e i mercati: la sovraproduzione. Demo, mash-up, cover, promo, test: chiunque con un semplice programma musicale è in grado di produrre qualcosa: chiamatelo come volete, ma il fatto è che con tutto questo materiale non si risolvono gli 'impicci' del mercato.
Posso capire che i dj percepiscano la magia del creare musica che la gente potrebbe ballare, ma ci sono anche delle regole da rispettare. Un tempo i musicisti componevano musica e i dj la proponevano al pubblico! Adesso questi producono musica per 'fare' serate nei locali. Per suonare. Ma per chi?
Credo che sia arrivato il momento di fare un passo indietro, se vogliamo continuare a mantenere questo 'fantastico' mondo dell'industria della dance music. Mi piace l'idea che i dj, che dovrebbero sapere bene ciò di cui ha bisogno la gente per ballare, editino o creino remix per i dancefloor, ma le canzoni, le tracce o le produzioni musicali hanno strutture e regole precise, che non consistono solo nell'incastrare un bel groove su una bella voce presa in una libreria a disposizione di tutti. Produrre musica è molto di più.
Partendo da questo presupposto, penso che i dj dovrebbero essere le persone più importanti per dare un senso alle serate, suonando la musica più 'giusta' per 'infiammare' gli animi in pista, e non qualcuno che 'porta tavoli e liste nei locali. Per questo tipo di lavoro dovrebbero esserci gli addetti alle pubbliche relazioni.
Purtroppo il mondo 'gira' in un modo 'misterioso', quindi non biasimerò che si sente 'ispirato' e in grado di produrre dischi: ma non prendentevela troppo se il vostro operato dovesse restare solo un 'demo'. E' questione di musica.
Daniele Mad



