Michael Hammer: “Vi presento la 'mia' ItaliaNetwork”
Il direttore artistico della Italia Network anni Novanta è da qualche mese al timone di ItaliaNetwork InMyRadio, un progetto tutto nuovo dal nome che evoca antiche suggestioni…
“Alla fine del 1999, quando lasciai ItaliaNetwork, a spegnersi fu la voglia di combattere contro i mulini a vento. Ma oggi le condizioni sono mutate: nuove tecnologie, nuove opportunità, nuovi modi di comunicare in uno scenario storico completamente diverso. E l’antica scintilla ha ridato fuoco alle polveri”. Con queste parole Michael Hammer riprende un discorso interrotto nel 1999, quando lasciò la direzione artistica di Italia Network. In quel frangente, il gruppo Rcs si accingeva a rinominare in RIN l’unica radio a copertura nazionale in grado di trasmettere musica da club ventiquattro ore su ventiquattro, con modifiche radicali al format, salvo “riconvertirla” cinque anni dopo nella poco fortunata esperienza di Play Radio. Dopo dieci anni la vecchia scintilla ha sortito i suoi effetti proiettando in rete una nuova ItaliaNetwork, inquadrata nel più ampio progetto InMyRadio. Collegandosi all’indirizzo www.inmyradio.net è possibile ascoltare una web-radio dal profilo sonoro ispirato a quello della radio che fu, grazie alla presenza di personaggi come Gianni De Luise o di programmi storici come Masternite e Mastermix, e che allo stesso tempo tiene conto dell’evoluzione cui la musica da club è andata incontro. Inoltre, sono presenti una sezione di merchandising ed un magazine on-line con informazioni calibrate per dj e appassionati di musica da club. “Ma il progetto è ampio ed ancora oggi viene volutamente tenuto celato, ci stiamo lavorando sodo e spero di poterne parlare presto”, afferma Hammer. L’attuale station manager di ItaliaNetwork InMyRadio svela nell’intervista rilasciata in esclusiva a Jayculture i retroscena della sua nuova impresa, che puntano forte sulla tecnologia mobile e sul ritorno nei locali.
Chi ha fatto la prima telefonata a chi per ricominciare?
Proprio perché siamo nell’era di internet, non c’è stata una telefonata ma un contatto su Myspace da parte di Gianni De Luise, che non sentivo dal 1996, quando trasferii la radio da Udine a Bologna. Lui, come altri, rimase molto male di quel trasferimento, e così si interruppero i rapporti personali. Ma gli anni passano e le persone intelligenti superano certi passaggi della vita. Gianni ed io, davanti ad un caffè, lo abbiamo fatto. Alla fine di quell’incontro Gianni disse: “Come sarebbe bello rifare ItaliaNetwork”. Gli risposi: “Gianni, missione impossibile”. Ed invece eccoci qua.
Nel palinsesto spuntano marchi "tradizionali" come Masternite, Sensorama e così via. Quanto pensate siano rimasti forti, dopo anni di "oscuramento" dovuto alle vicissitudini della vecchia Italia Network-Rin?
Credo che i marchi siano rimasti vivi e forti solo nella mente di chi si li ricorda, di chi li ha vissuti. Abbiamo ritenuto che alcuni fossero fondamentali ed imprescindibili, altri importanti solo per il loro nome ed altri ancora che totalmente inutili alla nostra missione. Nel progetto ne compaiono di diversi storici che utilizziamo come un tempo, vedi il programma mixato Mastermix, oppure di totalmente nuovi come Mecano, contenitore della musica techno. Poi c’è Masternite, un tempo programma musicale e oggi dedicato ai live dai club.
Com'è organizzato il palinsesto?
Il nostro progetto ha diffusione solo sul web. Per questo motivo ho pensato ad un palinsesto e ad una comunicazione che fossero fruibili in qualsiasi punto del pianeta a qualsiasi orario. I programmi, su cui fa perno l’intera programmazione, sono otto. Questi programmi cambiano orario ogni giorno e quotidianamente slittano all’indietro di un’ora al giorno. In questo modo crediamo di poter offrire all’utente di internet, che sappiamo essere un utente abitudinario negli orari d’ascolto, l’intero palinsesto. Per sapere quando va in onda un programma, sul sito si possono trovare, giorno dopo giorno, tutti gli orari, all’interno della nostra sezione In Magazine.
Perché la musica da club è stata messa da parte dall'intero sistema radiofonico?
I motivi sono tanti. Il primo è che la musica da club è stata snobbata dal sistema radiofonico italiano. O meglio, la musica da club è stata sfruttata e letteralmente cannibalizzata da quando è diventata dance commerciale. Chi ha fatto tale scempio non si è mai preoccupato di coltivare un movimento, ma solo di sfruttarlo. A testimonianza di quello che dico, la totale scomparsa di tutti i protagonisti della dance radiofonica degli anni novanta che si sono riciclati in altri spazi radiofonici, quando la grande mucca dance non dava più latte. ItaliaNetwork è stata l’unica radio a proporre in modo strutturato la musica da club. In termini economici ne ha senz’altro guadagnato, ma allo stesso tempo è stata la prima ad investire nel movimento. Quando anch’essa si è allineata al modus operandi delle altre emittenti, ha fatto la fine che sappiamo. Poi c’è un motivo commerciale. In Italia le concessionarie pubblicitarie fanno difficoltà a vendere un prodotto di nicchia, perché la musica da club è questo. Chi investe denaro lo fa solo per grandi numeri e non per quelli targetizzati. Il sistema pubblicitario in Italia premia la radio più ascoltata, che di fatto per esserlo deve essere generalista. Questo modo di investire denaro ha fatto si che le radio di nicchia scomparissero, compresa la musica da club. Il terzo motivo è la competenza. Fare la musica da club in radio non è facile come si pensa. Molti credono che sufficiente essere dei bravi dj da discoteca per ritenere di essere competenti. Ma non è così. Essere dj non è la stessa cosa che essere dei radiofonici e questo si capisce ascoltando qua e là certi programmi e certe radio. Ma la musica da club non è stata messa da parte da tutto il sistema radiofonico. M2O ne è la prova. La prova che la musica da club si potrebbe fare, ma l’unico network nazionale a vocazione dance, ogni giorno che passa, perde un’occasione per farla.
Come credete che si sia "evoluto" nel frattempo il vostro pubblico di riferimento?
I nostri ascoltatori si sono evoluti assieme alla società rimanendo attenti ai cambiamenti, alle mode e alle nuove tendenze, e con lo stesso spirito di un tempo: divertirsi insieme con gli amici ascoltando e ballando la musica. Oggi le opportunità sono maggiori di un tempo. Internet ci fa arrivare a casa tutto il mondo. Questa novità rende il nostro fruitore più informato ma anche più confuso. Migliaia di informazioni, immagini e file musicali possono portarci a vivere emozioni impossibili dieci anni fa. Allo stesso tempo manca un punto di riferimento che sia in grado, in modo obiettivo e competente, di fare una selezione delle informazioni. Ecco perché ritengo ItaliaNetwork InMyRadio lo strumento perfetto per chi vuole informazione sul mondo dei club dal punto di vista musicale.
Difficile superare la "diffidenza" nei confronti della web-radio, che resta difficile da ascoltare senza un computer a disposizione? L'associazione con l'FM è inevitabile...
Non saremo noi a far superare la diffidenza nei confronti delle web radio. Credo che questo compito debba essere lasciato al tempo, che scorre veloce, a chi produce sistemi tecnologici e a chi ha monopolio per poterli far connettere tra loro. Oggi la tecnologia esiste, ce la giriamo tra le mani quotidianamente, e si chiama telefonino. Questo strumento è di fatto quello che nel futuro sostituirà molti degli strumenti analogici che ancora usiamo. Tra questi strumenti c’è la radio. Proviamo ad immaginare una giornata tipo: la mattina il mio telefono suona e mi sveglia (funzione primordiale nel telefono), ma non come la vecchia sveglia della nonna. No, il telefono si accende e si connette automaticamente alla mia radio preferita. Mi alzo, mi lavo, mi vesto e faccio colazione accompagnandomi con la musica della mia radio. Stacco il telefono dalla sua piattaforma, collegata alle mie fantastiche casse, ed esco per andare all’università, infilandoci le cuffiette. Nel pomeriggio esco con gli amici. Andiamo a fare un giro in centro in auto. Appoggio il telefono sul supporto auto e io e i miei amici ascoltiamo la nostra radio preferita. Potrei continuare a descrivere luoghi e attività da vivere utilizzando il telefonino per ascoltare la radio sul web, ma devo interrompere questo sogno per rispondere alla domanda. La diffidenza nei confronti delle web radio sarà superata quando arriveranno contratti flat accessibili per i telefonini. E’ successo per la telefonia fissa, succederà anche per quella mobile.
Ci sono già club disposti ad organizzare eventi targati Italia Network?
Il nostro obiettivo è quello di supportare la musica da club con una selezione attenta, curata e motivata. E’ necessario cambiare il modo con cui un tempo si interpretavano gli eventi di una radio. Oggi la nostra funzione è dare voce alla musica e a chi la usa nel modo corretto. I primi sono i produttori ed i dj, i secondi sono i locali che la diffondono. Protagonista degli eventi della radio non sarà la radio ma chi la musica la suona e chi la fa suonare. Traducendo, dj e club. La radio creerà eventi con tutti coloro che saranno in grado di garantire un prodotto in linea con la radio. Siamo in contatto con alcuni locali per iniziare una collaborazione dalla prossima stagione. Per questo ci siamo affidati all’agenzia di management Jayvip, che sta curando i nostri rapporti con i locali.


