Un americano alla conquista di Londra

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Eric Morillo è il “padre fondatore” della Subliminal Records, dal 1997 in poi vero e propria istituzione della musica house grazie ad un catalogo da oltre cento produzioni: tra le più celebri, "Shiny disco balls" dei Who Da Funk e "Believe" dei Ministers De La Funk, senza dimenticare la serie di compilation "Subliminal Sessions". La sua avventura in hit parade è cominciata nel 1994 grazie al singolo “I like to move it”, prodotto con l’alias Reel2Reel dalla Strictly Records. Successivamente sono venuti fuori progetti con nuovi pseudonimi e collaborazioin: Minister De La Funk, The Dronez (con Harry 'Choo Choo' Romero e Jose Nunez ), RAW, Smooth Touch, RMB, Deep Soul, Club Ultimate e Li'l Mo Ying Yang. E' invece del 2004 il suo album d’esordio, sempre su Subliminal Records: "My World" include collaborazioni con Puff Daddy, Boy George, Dj Rap, Audio Bullys, Terra Deva e anche una reunion con Mad Stuntman.

Ma l’avventura nell’industria discografica è cominciata proprio negli uffici della Strictly, durante i primi anni Novanta. “La Strictly è stata la prima etichetta che ha introdotto i test d’incisione ed i promo in vinile, non c’era nulla del genere prima del suo avvento”, ricorda Morillo, il cui mentore è stato proprio il fondatore dell’etichetta, Mark Finkelstein. “Andavo nell’ufficio di Mark e restavo lì a guardarlo per ore mentre lui lavorava. Avevo ventun’anni e “I like to move it” in tasca. Non potevo permettermi un manager perché i più grandi mi consideravano una meteora, i più piccoli non sapevano cosa fare di me. Mark mi ha spinto a fondare un’etichetta. In principio mi domandavo a cosa mi servisse. L’ho capito quando mi sono trovato a gestire dj come Sneak, Junior Sanchez, Harry Romero e Jose Nunez. Così mi sono ritrovato “risucchiato” in uno stile di affari che ricalcava esattamente quello della Strictly”.

Nel 2006 le "Subliminal Sessions" sono diventate party-must del “Pacha” di Ibiza, con ospiti come Carl Cox, Danny Tenaglia e Jeff Mills, mentre Morillo è rimasto uno dei i pochi deejay americani ad aver conquistato la residenza al Ministry of Sound, tempio londinese della musica house. A testimoniare l’affetto del Regno Unito nei suoi confronti, anche l’invito ricevuto dai principi William ed Harry d'Inghilterra al party "Cartier Polo Match Chinawhite".

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